Carri Chiusi

I quattro carri preservati a Milano Smistamento rappresentano una minima parte del parco merci delle FS, dagli anni ’20 agli anni ’50. Nessun testimone migliore che un carro merci può raccontare l’attività del trasporto via ferrovia delle merci e di uno dei più grandi scali italiani attrezzati per questo scopo. Vediamoli uno ad uno.

Il carro Fma a “monta alta”
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Questo carro così caratteristico è stato costruito nel 1952 utilizzando telaio e parte della cassa di un carro della più anziana serie F od E tipo 1925. Nel dopoguerra infatti si cercò senza troppa spesa di ammodernare il parco merci a nuove tipologie di trasporto, permettendo il carico di volumi più grossi o l’immagazzinaggio di più merce per ogni singolo carro. Della numerosissima famiglia di carri a cassa in legno vengono trasformati in Fma 1200 carri, oltre a molti altri dotati di garitta per il frenatore o altri ancora con passo e telaio più lungo. Il loro utilizzo regolare è cessato a metà anni ’80, quando molti altri carri più moderni e rispondenti a tipologie di carico più specializzate si resero disponibili.
Questa unità è rimasta per moltissimi anni accantonata nello scalo milanese, fungendo da magazzino ad uso del Deposito Locomotive. E’ stato preservato e restaurato nel corso del 2005.

I carri G a cassa metallica
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I carri tipo G a cassa metallica sono stati costruiti in 1345 unità fra il 1939 e il 1947. Dotati di boccole a strisciamento in bagno d’olio, rappresentavano la versione specializzata dei carri F. Sono stati costruiti secondo il tipico schema italiano: telaio corto, portellone unico centrale e tetto a spioventi. Mentre i carri F – molto più numerosi – erano attrezzati per il trasporto di vari tipi di merce (colli, fiori, animali) perchè dotati di prese d’aria laterali, i carri G erano a cassa quasi completamente chiusa. Le ultime unità in servizio regolare hanno circolato fino a fine anni ’80. Moltissimi carri G sono stati poi reimpiegati nel parco di servizio delle Fs, come magazzini ambulanti, uffici mobili o carri appoggio a treni soccorso o cantiere.
Le due unità rimaste a Smistamento sono i carri G 260 583 e G 260 936. Il secondo di questi attende ancora il restauro. Il primo invece è stato restaurato e riportato nello schema di colore dei carri a servizio della “Provvida”.
“La Provvida” era l’antica cooperativa dei Ferrovieri, e vendeva generi di ogni tipo, cibo, bevande, articoli per la pulizia, ecc. “La Provvida” era presente con alcuni spacci posti in grandi scali (come ad esempio Milano Porta Romana), che venivano riforniti con carri che si riconoscevano per la livrea “grigio delta” e la grande scritta gialla ombreggiata “La Provvida sulle rotaie”. Questi carri venivano usati anche per rifornire le piccole stazioni.

Il carro F tipo 1925 a cassa in legno
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Questo carro ancora da restaurare fa parte dell’innumerevole gruppo F tipo 1925. La costruzione di questi carri si è iniziata appunto nel 1925 e si è protratta fino al 1936, totalizzando ben 11.545 unità. La tipologia è la stessa ormai collaudata di molti carri precedenti, soprattutto della numerosa famiglia “F tipo 1913”, delle quali molte unità andarono distrutte durante la prima guerra mondiale. Subito riconoscibili per la cassa in legno a doghe verticali – mentre tutti i carri precedenti erano a doghe orizzontali – questi carri hanno contraddistinto il panorama del traffico merci di tutt’Italia per un periodo lunghissimo.
Le prime unità accantonate già negli anni ’70 sono state quelle appartenti alle sottoserie sprovviste del freno. Queste erano dotate della sola condotta passante e non avevano un proprio impianto frenante. L’unità preservata a Smistamento è invece dotato di freni. Utilizzato come magazzino presso il deposito, attende il restauro della cassa e del telaio.