Tv 835 226

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Le locotender del numerosissimo gruppo 835 vennero costruite in 370 unità a partire dal 1906 fino al 1922. Le FS commissionarono la loro costruzione a diverse case costruttrici (Breda, O.M.Milano, OMI Reggio Emilia e Ansaldo) derivandone il disegno e le caratteristiche dal precedente gruppo 830, ereditato dalla gestione R.M. Rete Mediterranea – dove era il gruppo 680, che fra il 1903 e il 1906 ne fece costruire 44 esemplari. La differenza fra 830 e 835 è racchiusa nella dotazione di una caldaia più “vaporiera” e di un gruppo cilindri con diametro maggiore.

Le macchine dalla 001 alla 097, costruite da Breda, vennero dotate solo di freno a controvapore. Le rimanenti ebbero il freno continuo Westinghouse con relativa pompa posta a destra della camera a fumo. Le unità fino alla 287 ebbero la cabina molto simile a quella delle vecchie 830, con tetto sporgente. Dalla 288 il tetto è raccordato con le pareti laterali, senza soluzione di continuità. Altra differenza estetica stava nel duomo dal profilo elaborato o arrotondato e dalla sabbiera dalla diversa forma. Altre differenze le troviamo nell’altezza del praticabile a lato della caldaia e nella forma frontale. Con il passare del tempo durante le revisioni le caldaie venivano scambiate, per cui macchine della prima serie si trovavano ad avere caldaie della seconda e viceversa.

Avevano rodiggio C , distribuzione Walschaerts, velocità massima 55 km/h. La potenza – tutta da sfruttare nel campo della manovra per cui sono state costruite – era di 380 Cv.
Già dagli anni ’30 – a causa della crescente elettrificazione e della diversa gestione di turni e revisioni – le FS si trovarono in eccedenza di locomotive e iniziarono a noleggiare a ferrovie concesse o a ditte per il servizio sui raccordi industriali molte 835, ma anche 830. Presso le ferrovie concesse molte unità poterono ambire alla trazione di treni in linea, come sulla SNFT (8 macchine a nolo fra il 1961 e il 1963), sulla FVO (1 macchina nel 1943) e sulle FNM di Milano (2 unità dal 1969 al 1971).

Durante la guerra ben 17 macchine vennero requisite dai tedeschi e deportate in Germania, rientrando poi in Italia a fine conflitto. Le macchine 019, 198 e 220 invece rimasero al di là del confine jugoslavo, quando Pola e la Dalmazia venne abbandonata dagli italiani. Ben 60 macchine hanno continuato a servire gli scali italiani sotto altre vesti, quando vennero scelte nel 1961 per fornire telaio, assi e bielle per la costruzione del nuovo gruppo di loco elettriche da manovra E.321 ed E.322. Altre 39 locomotive con la stessa filosofia finirono utilizzate per costruite le nuove loco da manovra diesel gruppo 234.

Tutte le unità rimaste sono state accantonate nel corso degli anni ’70 e ’80, con la 166 di Ancona attiva fino al 1984! Molte 835 sono scampate alla demolizione, perchè grazie alle dimensioni contenute e compatte erano adatte per essere esposte come monumento in mezz’Italia, a ricordo del passato ferroviario italico. Così se ne sono salvate ben 54 di cui 9 esposte in vari musei.

Gr 835 226 – Il Recupero
La 835.226 faceva proprio parte di quelle 54 macchine salvatesi. E’ stata spenta e accantonata 14/10/69, dopo che da ultimo aveva lavorato manovrando nello scalo di Lecco, assegnata al locale deposito.
Precedentemente ha lavorato nei depositi di Roma S.Lorenzo, Napoli Sperone, Napoli Smis.to, Udine, Trieste, Firenze, Venezia, Orte, Bologna S.Donato. L’ultima Grande Riparazione è stata effettuata nel 1956 a Verona, seguita da una Visita d’Officina a Cremona nel 1963. Venne ceduta in comodato da FS al comune di Arona nel 1973 che la fece monumento nella stazione cittadina.

La decisione del suo recupero sta tutta nel successo strepitoso della manifestazione “Porte Aperte a Milano Smistamento” del Maggio 2006. Qui fece bella figura di sè con le corsette per i passeggeri la 625.177 del gruppo “ALe.883” di Sondrio/Tirano, attirando centinaia di persone alla prova di un veloce viaggio a trazione a vapore all’interno dello scalo.

Al termine di quella manifestazione, voluta dal gruppo di appassionati che da anni opera all’interno del deposito e resa possibile dalla splendida collaborazione fornita dai responsabili dell’impianto e dei ferrovieri tutti, si tenne una riunione. Tirando le somme di questo evento e pensando già al futuro, nacque l’idea e la proposta di recuperare una locomotiva a vapore da sistemare come monumento statico all’interno del deposito e magari da mostrare alla prossima occasione, dopo un restauro. Ma la passione e la pubblicità che una simile presenza può scatenare si tramutò in una volontà forte e improvvisa: perchè non recuperare una locomotiva a vapore, da restaurare ma da rendere anche funzionante? Gli impianti e le strutture ci sono, il personale – magari in pensione – con la conoscenza della trazione a vapore e del lavoro ad esso connessa c’è, la possibilità di coinvolgere anche le strutture superiore delle ferrovie si può instaurare.

Dopo un rapido censimento delle locomotive monumentate in Lombardia, grazie all’aiuto del MCRS diretto da L.Cantamessa, viene scelta la 835.226 di Arona. Per lei era già in atto una trattativa: l’acquisto da parte di qualche privato o Ente oppure la demolizione!

Si organizzano le squadre di lavoro per esaminare la locomotiva, lo stato di conservazione e la zona di operazioni per il suo recupero. Il personale del Treno Soccorso di Milano Smistamento deve valutare tutte le possibilità e eventuali contrattempi, perchè la 835 è imprigionata sul tronchino da due blocchi di cemento e uno stretto marciapiede ne impedisce una veloce traslazione verso il primo binario utile al suo movimento. Il 22/07/06 il treno soccorso parte alla volta di Arona. Dopo un lungo lavoro durato quasi 13 ore la squadra di operai riesce a far appoggiare le ruote sulle rotaie del primo binario della stazione. E’ un successo!

La partenza avviene alle 22.15. Durante la notte il treno soccorso recante in ultima posizione (coda assoluta) la 835 preparata per il viaggio, oliata e controllata, viaggia alla velocità di 30 km/h verso Milano, fermandosi a Busto Arsizio a causa del riscaldamento di un cuscinetto di un asse: in fine dei conti queste ruote non girano da 30 anni! Il sabato successivo, la mattina del 29/07/06, il treno e la 835 raggiunge la sua nuova casa a Milano, dove si spera di riportarla a nuova vita.

Gr 835 226 – Il Restauro

Il 16 Ottobre 2006 la locomotiva viene ricoverata nella Officina “Media” e pulita un prima volta, dalla montagna di rifiuti accumulatisi negli anni nel ceneratorio, nel forno e nella cabina. Mentre si comincia a delineare un gruppo di lavoro, alcuni volontari dell’Associazione provvedono a smontare il biellismo, il 21 Ottobre. Poi sorgono altre priorità e l’organizzazione del gruppo di lavoro è cosa delicata e va per le lunghe. Solo il 15 Dicembre 2006 la 835 viene spostata all’Officina vera e propria.

Alcuni volontari iniziano a smontare la minuteria (regolatore, rubinetti dei soffianti) e la tiranteria del freno. Alcuni di questi pezzi vengono sabbiati e sono già pronti. Il grosso dei lavori prende il via il 19 Gennaio, quando col cannello acetilenico viene smontato il camino e aperta finalmente la camera a fumo, ripulita nei giorni successivi da una quantità di immondizia. Qui di seguito sono elencate le ulteriori fasi del lavoro, con la prima importante tappa raggiunta il 15 Marzo, quando alcuni responsabili del MCRS venuti dal deposito di Pistoia effettuano una prima sommaria visita esterna delle lamiere di caldaia e forno, accertando che malgrado il lungo periodo di inattività e la lunga permanenza all’aperto, la caldaia sembra in condizioni più che discrete e quindi vale la pena di proseguire verso la successiva e ben più importante tappa, consistente nella rimozione del fascio tubiero per effettuare la visita interna, in cui verrà accertato se effettivamente vi sono possibilità di rimettere in esercizio la locomotiva.. Le fasi successive e quelle future sono in questo elenco che sarà AGGIORNATO man mano che i lavori procedono, con l’aggiunta di nuove fotografie dal cantiere.