E 636 147

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Le locomotive elettriche E.636 sono state costruite in 469 unità fra il 1940 e il 1960 e costituiscono uno dei più numerosi e validi gruppi di locomotive del parco FS, progettate dall’Ufficio Studi FS di Firenze nel 1937/38.

Con il gruppo E.636 venne introdotta una novità: la cassa non era più rigida, ma divisa in due semicasse, allo scopo di meglio adattare il mezzo alla tortuosità delle nostre linee, ottenendo nel contempo un peso assiale contenuto. Questa filosofia vincente verrà infatti replicata in altri 3 gruppi successivi per un totale di oltre 1000 locomotive. Le unità costruite fra il 1940 e il 1942 – da 001 a 108 – erano dotate di boccole a strisciamento. La loro velocità massima era di 110 km/h. Dopo la fine della guerra e mancando di nuovi progetti, le FS fecero realizzare altre locomotive di questo gruppo, dal 1952 fino al 1962. Tutte le unità da 109 a 469 sono dotate di boccole a rulli.

Fra i molti esperimenti condotti su alcune unità di questo affidabile gruppo citiamo l’applicazione della frenatura elettrica sulla 082. Questa, assegnata a Bussoleno, forniva banco di prova per reostati e apparecchi di concezione abbastanza recente che verranno poi utilizzati in futuri progetti. Quattro macchine hanno poi ricevuto negli anni ’70 e fino ai primi ’90 il gancio automatico sperimentale, poi rimosso. L’unità 284 incidentata è stata ricostruita nel 1990 dalle OGR di Verona con nuove cabine simil E.656 e con una nuova livrea grigio/rossa. La stessa è preservata a Sondrio.

Il gruppo E.636 è stato impiegato in ogni parte d’Italia (ad eccezione della Sardegna), alla trazione di ogni tipo di convoglio, dal merci raccoglitore al Rapido. La E.636.147 – costruita dalla Breda nel 1955 – è stata in servizio presso molti depositi, finendo la sua carriera assegnata dal 2002 a Messina, dove ha ricevuto i nuovi pantografi ATR in luogo degli originali tipo 42 ormai obsoleti.
Nel 2005 è giunta per la demolizione all’impianto di Milano Smistamento. E’ stata però salvata dal suo destino e temporaneamente parcheggiata a mò di monumento. Nel Marzo 2006 – in previsione della manifestazione “Porte Aperte” – i volontari del Gruppo Livree Storiche hanno provveduto alla sua pulizia e ricoloritura nell’elegante schema originale. Sono state anche recuperate 4 tipiche griglie protettive che sono state installate sui vetri frontali.

Attualmente parcheggiata a lato delle palazzine uffici del deposito in testa ai carri merci storici, un nuovo futuro si profila al suo orizzonte. E’ stata infatti segnalata per la conservazione museale ai responsabili del famoso museo di Augsburg, in Germania. Qui verrà esposta fianco a fianco con altre locomotive provenienti da tutta Europa all’interno della rotonda del deposito storico del museo.