Rotabili Restaurati

La E.656.001  fu costruita da Sofer per la parte meccanica e da Italtrafo per la parte elettrica e fu consegnata alle FS nel 1976. Nel corso della sua ultratrentennale carriera in servizio regolare è stata assegnata a diversi depositi della rete tra i quali Venezia Mestre, Milano Centrale, Messina e da ultimo Roma S. Lorenzo. Nel maggio 2012 il Caimano, dopo aver vestito la livrea XMPR come altre unità dello stesso gruppo, è stato riportato alla livrea d’origine a cura della squadra pittori di ARSMS ed assegnata al Deposito Locomotive di Milano C.le.
La E.645.104 è stata costruita nel 1959 dalle Officine Tibb come E.646.004 e trasformata, con la classificazione attuale e con alcune modifiche tecniche, nel 1979. All’origine questa locomotiva, destinata al traino di treni passeggeri, ha posseduto la livrea grigio perla – verde magnolia, con fregi alati in rilievo su entrambi i musi. Dopo la trasformazione, in cui è divenuta E.645.104, le è stata applicata la colorazione castano – isabella che ha poi perduto nei primissimi anni ’90 con la semplificazione in una tinta unica di isabella. Nel maggio 2001 le è stata applicata nuovamente la livrea grigio-verde d’origine, come quando era marcata E.646. Durante una visita d’officina le sono stati applicati i baffi frontali con profilati d’alluminio.
Nella sua nuova veste storica ha continuato per anni a svolgere il suo duro compito di trazione in testa ai treni merci per tutt’Italia, salvo partecipare in numerose mostre ed eventi per appassionati. Nel 2005 è entrata a far parte del parco storico Trenitalia ed è tutt’ora utilizzata assai frequentemente.
La E.645.090 è stata costruita nel 1964 dal TIBB, destinata al traino di treni merci. In origine ha posseduto la livrea castano – isabella con modanature di alluminio lungo tutta la cassa, poi eliminate nel corso degli anni ’70 per motivi di manutenzione e pulizia. Nel Luglio 2004 è stata ricolorata nello schema castano/isabella. Poi nel Dicembre dello stesso anno è stata impreziosita dalle modanature disegnate lungo tutta la cassa, a rimpiazzare la E.645.082 che era stata appena revisionata perdendo questo stesso schema.
L’unità era inserita nella convezione dell’Associazione con la Divisione Cargo ed è stata in ultimo utilizzata in regolari servizi merci. Dal Dicembre 2007 è formalmente in carico al parco storico della DTR Lombardia e nel corso del mese di Luglio 2008 ha subito una nuova riparazione e riverniciatura alla cassa, con applicazione di modanature adesive. Presta regolarmente servizio nel Parco Storico Trenitalia.
La E.655.079 è stata costruita come E.656 nel 1978 da SOFER-Italtrafo, destinata al traino di treni passeggeri. E’ stata convertita mediante modifiche al rapporto di trasmissione in E.655, per il traino di treni merci, nel Giugno 2004. In origine ha posseduto l’ elegante livrea grigio perla e blu orientale. E’ stata poi ricolorata nei colori del nuovo schema aziendale XMPR. Nel Marzo 2009 è stata riportata nello schema originale nel corso della Revisione Ordinaria grazie alle maestranze delle OGR di Verona P.ta Vescovo su proposta di ARSMS e in convenzione con Trenitalia Cargo.
L’unità è regolarmente utilizzata in regolari servizi merci per conto DGOL Trenitalia Cargo.
La E.633.204 è stata costruita nel 1988 da SOFER-Ansaldo, destinata al traino di treni passeggeri e merci. Ha sempre vestito l’elegante livrea grigio perla e blu orientale. 
Nel Giugno 2009 è stata rifatta la colorazione, sempre nello schema originale, nel corso della Revisione Ordinaria grazie alle maestranze delle OGR di OGR di Verona P.ta Vescovo su proposta di ARSMS e in convenzione con Trenitalia Cargo.
L’unità è regolarmente utilizzata in regolari servizi merci per conto DGOL Trenitalia Cargo.
Le locomotive elettriche E.636 sono state costruite in 469 unità fra il 1940 e il 1960 e costituiscono uno dei più numerosi e validi gruppi di locomotive del parco FS, progettate dall’Ufficio Studi FS di Firenze nel 1937/38.
Con il gruppo E.636 venne introdotta una novità: la cassa non era più rigida, ma divisa in due semicasse, allo scopo di meglio adattare il mezzo alla tortuosità delle nostre linee, ottenendo nel contempo un peso assiale contenuto. Questa filosofia vincente verrà infatti replicata in altri 3 gruppi successivi per un totale di oltre 1000 locomotive. Le unità costruite fra il 1940 e il 1942 – da 001 a 108 – erano dotate di boccole a strisciamento. La loro velocità massima era di 110 km/h. Dopo la fine della guerra e mancando di nuovi progetti, le FS fecero realizzare altre locomotive di questo gruppo, dal 1952 fino al 1962. Tutte le unità da 109 a 469 sono dotate di boccole a rulli.
Fra i molti esperimenti condotti su alcune unità di questo affidabile gruppo citiamo l’applicazione della frenatura elettrica sulla 082. Questa, assegnata a Bussoleno, forniva banco di prova per reostati e apparecchi di concezione abbastanza recente che verranno poi utilizzati in futuri progetti. Quattro macchine hanno poi ricevuto negli anni ’70 e fino ai primi ’90 il gancio automatico sperimentale, poi rimosso. L’unità 284 incidentata è stata ricostruita nel 1990 dalle OGR di Verona con nuove cabine simil E.656 e con una nuova livrea grigio/rossa. La stessa è preservata a Sondrio.
Il gruppo E.636 è stato impiegato in ogni parte d’Italia (ad eccezione della Sardegna), alla trazione di ogni tipo di convoglio, dal merci raccoglitore al Rapido. La E.636.147 – costruita dalla Breda nel 1955 – è stata in servizio presso molti depositi, finendo la sua carriera assegnata dal 2002 a Messina, dove ha ricevuto i nuovi pantografi ATR in luogo degli originali tipo 42 ormai obsoleti.
Nel 2005 è giunta per la demolizione all’impianto di Milano Smistamento. E’ stata però salvata dal suo destino e temporaneamente parcheggiata a mò di monumento. Nel Marzo 2006 – in previsione della manifestazione “Porte Aperte” – i volontari del Gruppo Livree Storiche hanno provveduto alla sua pulizia e ricoloritura nell’elegante schema originale. Sono state anche recuperate 4 tipiche griglie protettive che sono state installate sui vetri frontali.
Attualmente parcheggiata a lato delle palazzine uffici del deposito in testa ai carri merci storici, un nuovo futuro si profila al suo orizzonte. E’ stata infatti segnalata per la conservazione museale ai responsabili del famoso museo di Augsburg, in Germania. Qui verrà esposta fianco a fianco con altre locomotive provenienti da tutta Europa all’interno della rotonda del deposito storico del museo.
La E.646.158 è stata costruita nel 1964 dalle Officine Breda, destinata al traino di treni passeggeri. In origine ha posseduto la livrea grigio-verde con modanature di alluminio lungo tutta la cassa, poi eliminate nel corso degli anni ’70 per motivi di manutenzione e pulizia. La locomotiva ha mantenuto la colorazione grigio-verde fino ai primi anni ’80, periodo in cui le è stata applicata quella arancio-viola identificativa dei mezzi navetta. Nel maggio 2000 la E.646.158 ha ricevuto nuovamente la storica livrea grigio-verde ad opera dei volontari di Smistamento. Nonostante numerose azioni vandaliche più volte è stata rivernicata e ripulita dai graffiti.
Nel 2004, grazie al fermo prolungato della locomotiva in officina per l’installazione dell’apparecchiatura SCMT, è stato possibile riverniciarla completamente e rivestirla con pellicola trasparente antigraffiti. In questa occasione ha ricevuto una variante di verniciatura, con i caratteristici baffi frontali portati da alcune unità – fra cui proprio la 158 – nei primi anni dopo la trasformazione per i servizi navetta.
Nel 2008 ha subito – fra le ultimissime macchine del suo gruppo – la Revisione Generale ed è quindi tornata in Lombardia per essere utilizzata in compiti poco gravosi in attesa della sua definitiva assegnazione al parco storico Trenitalia. Eccone i principali dati tecnici:
E’ ufficialmente assegnata al parco storico di Trenitalia.
Le ALn 668 della serie 1400 furono costruite in 80 esemplari dalla FIAT a metà degli anni ’50 ed entrarono in servizio tra il 1958 ed il 1959. Ad anticipare le automotrici di serie ci furono 3 prototipi costruiti in origine senza mantici numerati 1401 -1403, seguiti dalle unità di prima serie numerate 1404 – 1470 dotate di mantici esterni e dalle unità di seconda serie numerate 1471 – 1480 con mantici interni e cassa simile a quella delle automotrici della successiva serie 1500. Tutte le unità della serie 1400 furono dotate di due motori FIAT 203S 6 cilindri in grado di sviluppare 110 kW ciascuno con frizione monodisco e cambio meccanico FIAT a cinque marce.
Caratterizzate da un rodiggio (1’A)(A’1), potevano sviluppare una velocità massima di 110 km/h con una massa di 32 t ed un’autonomia di 600 km. La loro lunghezza era di 22.110 mm, la larghezza di 2.900 mm, l’altezza di 3.625 mm, l’interperno di 15.150 mm ed il passo dei carrelli di 2.300 mm.
Le unità 1401 e 1402 avevano la colorazione castano – isabella con fascia mediana bianca e fascia inferiore rossa, la 1403 aveva invece colorazione azzurro – bianco con baffi rossi (livrea studiata per un viaggio prova in Sudamerica con soprannome non ufficiale “Micetta”), le 1404 – 1470/1473/1474 avevano una colorazione verde lichene – giallo coloniale mentre le 1471/1472/1475 – 1480 erano dotate della colorazione unificata che dal 1963 coinvolse progressivamente tutte le unità, derivata proprio da quella sperimentale provata sulla 1403 per la prova messicana.
Le due macchine restaurate da ARSMS vestono proprio la livrea “anni ’60” verde lichene-giallo coloniale, mentre altre due unità attualmente hanno la livrea XMPR e attendono anch’esse un restauro.
La ALn.668.1408 ha una livrea sperimentale verde chiaro, come sperimentali sono i suoi motori, installati nel 1999 durante una revisione subita alle Officine Magliola di Santhià con lo scopo di verificare una possibile nuova vita per queste automotrici, anche su binari di ferrovie private. E in effetti le unità 1442, 1444, 1472 sono state vendute nel 2004 alla Ferrovia Alifana MCNE, mentre molte più automotrici (10 unità, numeri 1418, 1439, 1441, 1443, 1445, 1447, 1449, 1450, 1465, 1470) sono state vendute alle FSE Ferrovie del Sud Est che le hanno dapprima fatte ricostruire completamente con nuove cabine e interni dalla Leon D’Oro di S.Antonio Mantovano nel 2001/2002 e che tutt’ora le utilizzano intensamente sulle linee leccesi della rete pugliese. Tutte le unità non elencate sono state demolite o rimangono in attesa di questo destino in alcuni scali della rete italiana.
Le ALn 668 della serie 1400 furono costruite in 80 esemplari dalla FIAT a metà degli anni ’50 ed entrarono in servizio tra il 1958 ed il 1959. Ad anticipare le automotrici di serie ci furono 3 prototipi costruiti in origine senza mantici numerati 1401 -1403, seguiti dalle unità di prima serie numerate 1404 – 1470 dotate di mantici esterni e dalle unità di seconda serie numerate 1471 – 1480 con mantici interni e cassa simile a quella delle automotrici della successiva serie 1500. Tutte le unità della serie 1400 furono dotate di due motori FIAT 203S 6 cilindri in grado di sviluppare 110 kW ciascuno con frizione monodisco e cambio meccanico FIAT a cinque marce.
Caratterizzate da un rodiggio (1’A)(A’1), potevano sviluppare una velocità massima di 110 km/h con una massa di 32 t ed un’autonomia di 600 km. La loro lunghezza era di 22.110 mm, la larghezza di 2.900 mm, l’altezza di 3.625 mm, l’interperno di 15.150 mm ed il passo dei carrelli di 2.300 mm.
Le unità 1401 e 1402 avevano la colorazione castano – isabella con fascia mediana bianca e fascia inferiore rossa, la 1403 aveva invece colorazione azzurro – bianco con baffi rossi (livrea studiata per un viaggio prova in Sudamerica con soprannome non ufficiale “Micetta”), le 1404 – 1470/1473/1474 avevano una colorazione verde lichene – giallo coloniale mentre le 1471/1472/1475 – 1480 erano dotate della colorazione unificata che dal 1963 coinvolse progressivamente tutte le unità, derivata proprio da quella sperimentale provata sulla 1403 per la prova messicana.
Le due macchine restaurate da ARSMS vestono proprio la livrea “anni ’60” verde lichene-giallo coloniale, mentre altre due unità attualmente hanno la livrea XMPR e attendono anch’esse un restauro.
La ALn.668.1408 ha una livrea sperimentale verde chiaro, come sperimentali sono i suoi motori, installati nel 1999 durante una revisione subita alle Officine Magliola di Santhià con lo scopo di verificare una possibile nuova vita per queste automotrici, anche su binari di ferrovie private. E in effetti le unità 1442, 1444, 1472 sono state vendute nel 2004 alla Ferrovia Alifana MCNE, mentre molte più automotrici (10 unità, numeri 1418, 1439, 1441, 1443, 1445, 1447, 1449, 1450, 1465, 1470) sono state vendute alle FSE Ferrovie del Sud Est che le hanno dapprima fatte ricostruire completamente con nuove cabine e interni dalla Leon D’Oro di S.Antonio Mantovano nel 2001/2002 e che tutt’ora le utilizzano intensamente sulle linee leccesi della rete pugliese. Tutte le unità non elencate sono state demolite o rimangono in attesa di questo destino in alcuni scali della rete italiana.
I rimorchi bagagliaio del gruppo LDn.24 sono stati costruiti in 35 unità fra il 1958 e il 1960. Il 333 oggetto del restauro è di costruzione OM, 1960. Pensati per il trasporto del collettame e della posta – in quegli anni ancora molto efficiente e frequente – con la loro massa contenuta (solo 8 tonnellate) potevano essere accoppiati a qualsiasi serie di automotrice. Molto diffusi al nord est e in centro Italia, hanno fatto compagnia alle ALn.556, 772 e 668. A Treviso e Vicenza erano accoppiati anche ai treni di ALe.660.
Con il loro utilizzo fu possibile sostituire anche gli ultimi treni a trazione a vapore sulle linee secondarie, il cui motivo di esistenza era la trazione delle apposite carrozze postal, troppo pesanti per essere trainate dalle varie automotrici. Il servizio degli LDn è cessato in massa a fine anni ’80. L’ultimo in esercizio era usato fra Lavezzola e Faenza, al traino di ALn.668.1900. Sopravvivono ad oggi solo tre unità della serie 301-335: il 333 di Cremona e altri due assegnati ad Udine.
Il 333 è stato recuperato all’uso già nel 1994, come mezzo per trasportare le biciclette ai turisti che usufruivano della linea turistica FBS Palazzolo-Sarnico. Essendo pensato per l’abbinamento alle 668.1500 di solito usate, fu colorato nei tipici colori delle 668. I due mezzi udinesi invece hanno svolto per brevissimo tempo la stessa funzione con i treni domenicali lungo la linea Casarsa-Pinzano-Gemona. Ma sono stati quasi subito accantonati e lo sono tutt’ora.
Dopo essere stato accantonato al Deposito di Cremona, è stato recuperato e revisionato negli organi meccanici e di movimento entro il Giugno 2007. ll 12 Luglio è giunto al Deposito di Milano Smistamento e qui è stato parcheggiato nel fascio campagna. Alla fine dello stesso mese alcuni volontari hanno iniziato i lavori sulla carrozzeria, segnata da numerosi buchi e tracce di ruggine. L’opera di stuccatura e rifinitura è terminata nel Dicembre 2007 e da Gennaio è disponibile per viaggiare accoppiato alle automotrici del parco storico.
I furgoni postali UIz tipo 1968 sono stati costruiti in 30 unità a cavallo fra il 1969 e il 1971. Aventi velocità massima 160 km/h, riprendono lo schema costruttivo delle carrozze tipo UIC X del 1968, quanto a dimensioni massime e forma della cassa. Questa è lunga 26400mm. Il peso a vuoto di questi veicoli è di 38,8 tonnellate. Utilizzati in composizione con i principali treni a lunga percorrenza, erano un vero e proprio ufficio postale su rotaia, con spazi per la raccolta, lo smistamento e la lavorazione della posta e dei colli di piccole e medie dimensioni. Quando le Poste Italiane hanno deciso di dismettere il servizio postale su ferro, queste unità e altre centinaia di altre serie sono rimaste senza utilizzo e nel corso dei primi anni del 2000 sono stati tutti demoliti. Della serie 1968 si è salvata solo questa unità, recuperata nel 2006 nello scalo di S.Stefano Magra, presso La Spezia.
Nei primi mesi del 2007 il postale è stato trasferito allo scalo di Milano Farini, dove è rimasto parcheggiato in attesa della lavorazione. Il MERS lo ha assegnato al parco storico, allo scopo di inserirlo in una composizione di carrozze coeve per formare un treno rapido così tipico degli anni ’70. La squadra rialzo di Farini ha riparato la cassa e la meccanica. Il veicolo è stato poi messo a disposizione dei volontari dell’associazione nello scalo di Milano Smistamento all’inizio di Aprile. Dopo l’allestimento di una zona di lavoro all’ aperto, è ora in attesa del completamento delle scritte di servizio.

 

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